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ARTICOLO PICCANTE!

Semplici consigli pratici per la coltivazione di peperoncini in vaso.

Il peperoncino appartiene alla specie delle Capsicum Annuum della famiglia delle Solanacee.

Si tratta di piante tutto sommato facili da gestire e risultano ideali se si vuole intraprendere una coltivazione in poco spazio; per di più, oltre che poter ammirare il peperoncino in tutte le sue meravigliose varietà e forme, è anche un modo per poter insaporire i nostri piatti a chilometro zero e di soddisfare tutti i tipi di palato.

Nel passato (non remoto) di Marzia riaffiorano episodi dove vennero intraprese vere e proprie sfide, talvolta fino alla goliardia, volte a domare il pizzicore dovuto all’ingestione di peperoncino.

Se vuoi risparmiare un po’ di tempo ti consigliamo di acquistare le piantine già pronte in un vivaio a causa della loro crescita lenta e della necessità di calore solare; in ogni modo, anche se tutto dipenderà dalla zona in cui vivi, puoi partire dal semenzaio alla fine dell’inverno e trapiantarle nella loro sistemazione definitiva quando le piante iniziano a germogliare e raggiungono all’incirca 5 cm di altezza, che avviene solitamente intorno ad aprile-maggio.

Operazione di travaso, scelta del terriccio, somministrazione dell’acqua ed esposizione al sole.

Quando la pianta di peperoncino avrà sviluppato le prime foglie, trapiantala in un vaso preferibilmente profondo 30 cm e con diametro di circa 20-25 cm.

Per questa avventura dovrai procurarti un terriccio di medio impasto, soffice e ben drenato, che abbia un basso contenuto di azoto ma che contenga sostanze come il fosforo e il potassio oltre che lo zolfo, elemento in grado di far risultare più piccante e saporito il frutto.

In tutti i manuali, tutorial e consigli appartenenti ai vecchi saggi contadini, viene sottolineata l’importanza di effettuare una innaffiatura regolare, dando massima attenzione ad evitare ristagni idrici. Per evitare questo è importante posizionare sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa che possa favorire una rapida uscita dell’acqua in eccesso. A maggior ragione, e per lo stesso scopo, si rivelerà altrettanto utile svuotare l’acqua di avanzo trattenuta nei sottovasi. Ti sembrerà strano, ma la gestione che avrai dell’acqua ti permetterà di aumentare o meno il grado di piccantezza dei tuoi peperoncini dato che andrai direttamente ad interagire con la molecola responsabile del risultato piccante: la capsaicina.

Colloca il vaso in un luogo soleggiato, come sul balcone o sul davanzale, perché i peperoncini amano la luce del sole e il caldo. Il momento giusto è quando la temperatura notturna non scende al di sotto dei 15° e soprattutto quando credi che il periodo di improvvise gelate sia terminato. Ancora una volta, come nel caso dei cavoli, ti consigliamo di somministrare alla pianta, di settimana in settimana, il macerato di ortica fatto in casa per evitare l’attacco di nemici come gli afidi. In alternativa, potrai utilizzare anche un concime liquido da diluire nell’acqua dell’irrigazione.

Sei incerto su quale varietà scegliere? Consulta la scala di Scoville!

Scala-di-Scoville
Immagine reperita dal sito https://bit.ly/2rZxOSy

Prende il nome dal chimico che l’ha ideata per la prima volta, il cui nome corrisponde a Wilbur Lincoln Scoville, ed è una scala che misura il grado di piccantezza di tutti i peperoncini del mondo, indicando in questo modo la quantità di capsaicina equivalente contenuta in esso. A causa, o grazie alla globalizzazione, potrai reperire qualsiasi varietà di seme semplicemente collegandoti ad internet! Un espediente affidabile per reperire i semi on line potrebbe essere quello di collegarsi al sito dell’ Accademia Italiana del Peperoncino – nella sezione acquisto dei semi.

Come potrai vedere nel video –>  COLTIVAZIONE DI PEPERONCINI IN VASO , abbiamo selezionato tre varietà di peperoncino per il travaso di oggi che, seguendo i principi della scala di Scoville, partono da una gradazione di piccantezza bassa fino ad arrivare ad una medio – elevata e sono: il Jalapeno, il Bassotto, il Pimenta Da Neyde e il Blueberry. Tra quelli che abbiamo scelto il peperoncino Jalapeno, dal portamento ad alberello compatto, è quello meno piccante mentre quello dal sapore (e bruciore) più intenso è quello denominato Blueberry, ossia una pianta a portamento cespuglioso ad elevata piccantezza.

Ecco come procedere per ottenere una crescita vigorosa ed ottimale delle piante.

  1. Posiziona sul fondo del vaso uno strato di circa 2 cm di argilla espansa per favorire il drenaggio dell’acqua, facendo attenzione ad evitare possibili ristagni. In alternativa possono risultare altrettanto utili dei cocci di vaso da posizionare in prossimità delle fessure.
  2. Riempi con terriccio universale concimato come descritto sopra; se ti senti incerto sulla scelta, fatti consigliare dall’esperto del garden center!
  3. Estrai la pianta dal vaso in dotazione dando dei piccoli colpi all’esterno del contenitore e poi sistemala nel buco che hai creato all’interno del nuovo vaso.
  4. Ricopri il tutto con una quantità di terriccio arrivando a 3-4 cm dal bordo del vaso e premi sul terreno per rendere stabili le piante.
  5. Bagna la terra e sistema il vaso a sole diretto per almeno sei ore giornaliere. Ricorda di irrigare in modo equilibrato, cercando di evitare possibili ristagni di acqua. Infine somministra settimanalmente, per una buona concimazione, o il macerato di ortica oppure un concime liquido.

A questo punto non resta che aspettare la maturazione completa dei tuoi peperoncini per poterli degustare, con coraggio da soli, oppure a completamento di sapore di una pietanza.

Per scoprire invece quali sono i rimedi antincendio contro il bruciore del peperoncino, dovrai aspettare il momento della raccolta.

Buon Verdelario!


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4 pensieri riguardo “ARTICOLO PICCANTE!”

  1. ciao! nel mio orto urbano non ho ancora messo il peperoncino , non è mia abitudine mangiarne, mi attira molto la forma e il colore…come concime, uso sempre la cacca del mio coniglio, a volte la aggiungo tal quale al terriccio, a volte preparo “il the del coniglietto” (gli inglesi lo chiamano davvero così…) cioè lascio la popò a bagno per un paio di settimane e poi lo aggiungo all’acqua di irrigazione. Va bene su tutto? la resa delle piante è pazzesca…grazie!

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    1. Ciao!
      Sicuramente l’idea di utilizzare le feci del tuo coniglio è ottima poiché il letame è uno strumento eccezionale per una buona concimazione! Il problema non si pone se si utilizza in campo aperto; ma se venisse utilizzato su un balcone o comunque in prossimità della nostra abitazione, probabilmente non sarebbe piacevole essere continuamente accompagnati da quell’odore, che per carità ad alcuni piace, ma non pensiamo sia proprio il massimo.
      Comunque ci hai talmente incuriosite che probabilmente Marzia ne prenderà uno ☺️
      A presto e Buon Verdelario!

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  2. Magari non mi produrrà peperoncini molto piccanti ma è una delle poche piante che non solo sopravvive ma addirittura prospera nelle fioriere che ho messo dentro casa all’interno delle finestre. Quando serve acqua sembra che te lo chieda lascando le foglie e ne basta un gocciolino per farla riprendere dopo pochi minuti.

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    1. Esatto Joseph😊,
      Le nostre piante riescono a comunicare sempre i loro bisogni.. È sufficiente (prima) saperli interpretare e poi intervenire 💪🏻

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