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E’ possibile coltivare i peperoni in vaso? La risposta ti sorprenderà.

Una delle molteplici situazioni in cui dovremmo dire “gracias” ai nostri amici spagnoli potrebbe essere oggi. E’ infatti per merito di questa popolazione, sebbene provenienti dal Brasile, che i peperoni furono importati durante la prima metà del XVI secolo d.C.

Per dirla meglio, si tratta di una bacca carnosa che a seconda della varietà può avere forma ingrossata o allungata dalle innumerevoli proprietà ed elementi fondamentali al nostro organismo come la vitamina C, A o B9 (a seconda della varietà), di sali minerali ma hanno anche un apporto di betacarotene, antiossidanti, ferro, potassio e magnesio.

E così grazie alla pianta dei peperoni, chiamata in scienza capsicum annuum appartenente alla famiglia delle Solancee, che ci vengono regalati i suoi meravigliosi frutti dal sapore unico. Difatti, questa pianta dalle foglie verdi intenso e lucide e dai numerosi fiorellini bianchi, ad altro non serve che a produrre i suoi frutti pigmentati dal giallo al rosso a seconda della varietà selezionata.

Viene fatta una sommaria distinzione anche in base alle dimensioni: a frutto grosso o a frutto piccolo, ovvero i peperoncini. Il peperone non contiene, a differenza del peperoncino classico, la famosa sostanza o principio attivo, chiamata capsicina, che come abbiamo già affrontato parlando di peperoncini e della scala di Scoville, ne provoca il grado di piccantezza.

Attenzione! Non tutti sanno inoltre che spezie come paprica e il peperoncino macinato derivano per l’appunto dalla lavorazione e da un particolare processo di essiccazione del peperone.

Si tratta di un ortaggio diffuso ormai su scala mondiale e da cui hanno preso spunto numerosi chef per le ricette più particolari impiegandoli sia crudi che cotti: dalla tradizionale peperonata a quelli ripieni o fatti ad insalata, ma anche come stuzzichino sott’olio, saltati in padella o semplicemente cotti sulla brace.

Dopo che ti abbiamo fornito questa semplice introduzione di base, andiamo a scoprire quanto sia facile avviare una coltivazione biologica di peperoni in vaso.

Puoi iniziare la tua avventura facendo una normale semina, nel mese di marzo, utilizzando un semenzaio protetto. Se invece ti è capitato come a noi, di non fare in tempo, distratte da altro, potrai acquistare le piante in un vivaio di fiducia e procedere tranquillamente, in maggio inoltrato, al travaso. Dovrai solo prestare una piccola accortezza e cioè quella di mettere a dimora le piante ad una certa distanza una dall’altra (circa 40-50 cm) in modo da permettere, nella fase di crescita, uno sviluppo ottimale.

Dal punto di vista estetico ti consigliamo di sistemare la tua pianta in un vaso circolare che vada dai 30 ai 40 cm di diametro. Una volta eseguito il travaso, posiziona il contenitore al riparo da venti forti e in zone soleggiate con una buona esposizione, cercando di evitare l’esposizione diretta del sole poiché potrebbe scottare il frutto una volta nato.

La qualità di terriccio ideale per intraprendere la coltivazione dei peperoni deve essere particolarmente ricco di sostanza organica e possibilmente sabbioso. Per favorire un buon drenaggio dell’acqua è consigliabile adagiare sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa o in alternativa delle rimanenze di cocci di vaso. Al fine di aiutare il terreno a spargere le sostanze organiche gradualmente, potresti somministrare del letame stallatico o pollina (se non vivi su un terrazzo a causa dei probabili e forti odori) oppure del compost o humus di lombrico (interrandole leggermente e delicatamente vicino il colletto della pianta).

bell-pepper-3064734_1280L’aspetto dell’irrigazione è particolarmente delicato, quando si parla di coltivare questo ortaggio. Sarà grazie alle frequenti somministrazioni di acqua se la pianta crescerà bene e rigogliosa; ma sarà altrettanto “pericolosa” se le radici avranno a che fare con possibili e duraturi ristagni in grado di far marcire le radici. Infine, sarebbe meglio non bagnare le sue foglie durante questo procedimento, perché muffe, malattie e parassiti potrebbero far visita alla nostra pianta più velocemente di Marty McFly, inficiando il raccolto! Se tutto andrà bene, invece, potrai raccogliere i tuoi primi frutti a partire da luglio fino a settembre (ovvero dopo circa 60 giorni dalla messa a dimora), tenendo ben presente che se la buccia è ancora verde significa che il processo di maturazione non si è ancora completato.

Attenzione! Per ottimizzare la produzione della pianta è opportuno mettere in pratica la cosiddetta sfemminellatura. Infatti quando la pianta raggiunge circa i 40 cm di altezza, dovranno essere effettuate delle cimature laterali lungo l’estremità del fusto così come andranno tolti i germogli ascellari.

Durante la fase di crescita noterai che i frutti, diventando sempre più ingombranti, tenderanno ad addossarsi al fusto e su tutta la produzione superiore; ecco spiegato il motivo per cui dovrai installare una piccola asta a sostegno conficcata nel terreno che renderà stabile la pianta e la aiuterà a crescere nel modo corretto, senza inutili sovraccarichi.

Per l’occasione noi di Verdelario, tra le numerose varietà a disposizione, abbiamo selezionato i peperoni carnosi di forma quadrata rispettivamente di colore giallo e rosso. Sono inconfondibili grazie al loro sapore gradevolmente dolce senza nessuna piccantezza, ideali per essere grigliati, oppure cotti in agrodolce o ancora ripieni al forno.

 

Buon Verdelario!


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