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Kokedama. Guida per capire cos’è e come si realizza.

Erano giorni che volevamo andare a fare visita al negozio Tara che si trova nella nostra città ma non c’era ancora capitata l’occasione. A parte la vecchia conoscenza tra Ilaria e una delle due proprietarie, questo negozio ci aveva stupite non solo per i prodotti che hanno deciso di utilizzare e promuovere ma anche per l’ideologia e linea commerciale che queste due sorelle, Emilia e Silvia, hanno deciso di portare avanti.

E sono davvero un portento, sanno fare un sacco di cose. Riescono a far interagire i bambini coinvolgendoli in attività direttamente a contatto con la natura e sono maestre nell’arte del riuso, dell’utilizzo eco sostenibile e del rispetto delle regole imposte da Madre Terra.

Uno spazio molto interessante dove l’incipit è “il verde porta pace nel caos, purifica ed insegna” e dove, attraverso i laboratori che esse stesse organizzano, le persone hanno la possibilità di conoscere qualcosa di nuovo, di poterlo apprezzare e di cimentarsi in nuove imprese nonostante alle prime armi.

Lo scorso mese, per l’appunto, abbiamo partecipato ad uno dei laboratori da loro organizzato e dove abbiamo sperimentato la longeva tradizione giapponese risalente approssimativamente al XVII secolo che consiste nella creazione delle Kokedama, di cui sentivamo parlare da tanto tempo e che volevamo imparare a fare.

Il Giappone, attraverso le sue antiche tradizioni e metodi di vita improntati sull’essere, sul vivere in armonia e sulla crescita interiore, ha molto da insegnare alla cultura occidentale e quindi a tutti noi che ne facciamo parte.

Le kokedama ricordano dei mini bonsai, conosciuti soprattutto in contesti di arredamento feng shui, ma mentre i bonsai vengono fatti crescere in vaso, la coltivazione delle kokedama viene effettuata in loro assenza e generalmente sono a tutti gli effetti dei micro giardini da appendere, sospesi con il supporto di una semplice corda.

L’idea di poter avere un giardino sospeso, tra le altre cose evitando di dover sostenere la spesa dei vasi che è consuetudine utilizzare, ci permette anche di ricavare un luogo protetto dalla velocità e ansie che questo mondo impone; uno spazio dove poter scivolare in un momento di meditazione e poter rilassare la mente e la vista grazie alle oscillazioni mosse da una leggera corrente d’aria.

Come ci hanno insegnato durante il laboratorio, il termine kokedama, affonda le sue origini in due ideogrammi: KOKE che nella cultura giapponese significa “muschio” e DAMA che significa “perla” o “sfera”. Quello che fin da subito è stato interessante capire è che ogni maestro detiene la propria ricetta per cui noi abbiamo seguito passo dopo passo le indicazioni che ci sono state date.

Attraverso il laboratorio abbiamo così imparato le tecniche per creare due Kokedama, una in muschio e una in fibra di cocco, e abbiamo ricevuto preziosi consigli circa il mantenimento della nostra piantina e su come scegliere il materiale più indicato per realizzare composizioni spettacolari.

In linea generale, questo metodo di coltivazione consiste nell’inserire le radici della pianta selezionata avvolgendole in un pane di muschio, terra e argilla fino a formare una pallina. Iniziamo!

Occorrente:
–  1 pianta.
–  Qualche manciata di terriccio con cocco.
–  2 cucchiai grandi di Keto (o anche chiamato ketotsuchi).
– ¾ cucchiai grandi di Acadama.
– 1 spruzzino vaporizzatore.
– 1 rotolo di filo di cotone.
– 1 paio di forbici.
– 1 pezzo di muschio fresco o in alternativa 1 porzione di fibra di cocco.
– 1 pezzo di corda comune.
– 1 paio di guanti (se ritenuti necessari)

Procedimento:

  1. Per prima cosa fai in modo di scegliere una pianta possibilmente piccola e con fogliame rigoglioso come ad esempio l’edera, le aromatiche, le felci. Poi, anche aiutandoti con un ferretto oppure un bastoncino, è indispensabile liberare il più possibile le radici della piantina dalla terra in eccesso contenuta nel vasetto al momento dell’acquisto. Prendi una parte di muschio e avvolgi al suo interno le radici della pianta, fissandolo in modo leggero e girando tutto intorno con un comune filo di cotone ch è stato preferito ad un filo di nylon.
  2. A questo punto dovrai prendere il terriccio di cocco, l’Akadama (un componente argilloso con proprietà drenanti) e il keto (una qualità di terriccio dal colore scuro acido e fangoso, dall’aspetto paludoso) ed unirle insieme. Dovrai impastare tutte queste terre, umidificando di tanto in tanto il composto con alcune porzioni di acqua e scartando il terriccio in eccesso, fino ad ottenere attraverso la sua lavorazione una pallina di terra con forma sferica, che ricordi grosso modo le dimensioni di un’arancia o giù di lì.
  3. Con molta delicatezza, dovrai aprire la sfera esattamente a metà e posizionare al centro di essa la pianta. A questo punto dovrai rimodellare la pallina di terra e sarà tutto più facile sei lo farai aiutandoti con un vaporizzatore d’acqua in modo da rendere, attraverso il processo di umidificazione, maggiormente malleabile la terra.
  4. Distendi un pezzo di muschio (o se preferisci una in fibra di cocco) e avvolgilo attorno alla sfera appena modellata, dopodiché strizza energicamente la palla. A questo punto attorno applica al rivestimento, premendolo vigorosamente, un filo di cotone partendo dalla base del kokedama.
  5. Infine, applica al kokedama una pezzo di corda e componi un nodo affinché tu possa appendere la tua pianta sospesa!

Una volta che avrai proceduto alla sua realizzazione, non dimenticare che comunque avrai a che fare con piante vive e che necessiteranno, alla pari di quelle in vaso, di acqua e sole. Per cui cerca di garantire un’esposizione solare, possibilmente non diretta, di almeno qualche ora giornaliera.

Per quanto riguarda l’innaffiatura, invece, vanno innaffiate per immersione, posizionando per qualche minuto la palla all’interno di un piatto sufficientemente colmo di acqua. Questo procedimento si rivelerà sufficiente per diversi giorni. In alternativa potresti inumidire la pianta utilizzando un vaporizzatore.

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Les jeux sont faits. Non sono delle creazioni bellissime?

Buon Verdelario!


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